Author: godblesscomputers

Nowhere

Cerchiamo di fare ordine perchè le cose qui corrono talmente veloci che vale la pena appuntarsele prima che si perdano nel vuoto. Non è ancora il momento per fare dei bilanci definitivi, però posso dire che quest’anno la mia vita è cambiata non poco. Sono ritornato a vivere in Italia, per la precisione a Bologna, dove ho trovato momentaneamente la mia dimensione prima che tutto esploda come al solito. E’ stato senza dubbio un anno importante per me, ho visto il mio progetto crescere piano piano ed avere dei piccoli ma grandi risultati e questo mi rende molto orgoglioso. Durante la settimana sto rintanato nel mio studio a sbucciare mandarini mentre tengo corrispondenze web con amici immaginari e campiono vinili economici. Il weekend riempio le borse di dischi e il computer di files e armato di tanta buona volontà vado a suonare. Niente di meglio. Questo mese in particolare è stato scandito da diversi appuntamenti che di seguito proverò a raccontarvi. O meglio, lascierò che le immagini lo facciano per me.

Iniziamo da questo video realizzato con cura dai ragazzi di Alive Lab che documenta ciò che è successo al Cassero in occasione di Habitat 008, dove ho suonato insieme al grandissimo Lando Kal (monolitico producer di elettronica americano trapiantato a Berlino). C’è una breve intervista in cui illustriamo i nostri progetti e alcuni estratti della serata.

Il venerdì successivo invece ho suonato insieme agli amici Sybiann, Apes on Tapes e Paper Plus Knife per Night Juice, una bellissima serata di musica elettronica organizzata da Fruit, un collettivo di editori indipendenti molto attivi a Bologna. Il resoconto lo trovate in questo breve ma intenso filmato in cui la mia barba, ai massimi storici, disegna strani profili:

Per quel che riguarda le produzioni, ho realizzato in questi giorni un remix per LIFE & LIMB (fuori ora col nuovo omonimo disco), il nuovo progetto del mitico Popuolus, che seguo da anni con grandissimo interesse. In realtà il remix l’avevo realizzato già diversi mesi fa, ma quando mi è stato chiesto di farlo uscire ho preferito rimetterci mano perchè la versione precedente mi suonava preistorica. Direi un classico per chi fa musica. Il risultato lo trovate qui:

Vi lascio infine con la notizia più importante. Vorrei segnalarvi che sul sito della mia nuova label berlinese Equinox Records è disponibile il pre-ordine del mio nuovo disco ‘Freedom in O.K.’ in vinile 10″ e in versione digitale (con i remix di B-Ju e Digi G’Alessio) in uscita il 21 Dicembre. Ne parlerò ancora ampiamente nelle prossime settimane però vi basti sapere che abbiamo deciso di regalarvi in free download ‘Nowhere’, il primo estratto da questo nuovo lavoro. Spero apprezzerete.

La compensazione del mio malessere

Un altro mese è volato via lasciandomi un sacco di bei ricordi. E’ strano pensare a come la vita cambi in fretta, un anno fa ero a Berlino perso nella routine quotidiana che non mi lasciava il tempo necessario per capire se quella che stavo conducendo era la vita che desideravo. A distanza di un anno sono seduto sulla comoda poltrona del mio studio a bere tè verde mentro butto giù due righe stanche e guardo lo stupendo panorama che mi offre il settimo piano del palazzo. Da qui posso vedere le colline di Bologna, i primi campi coltivati, i grattacieli del Pilastro e in generale un sacco di verde che mi infonde la percezione di vivere in uno spazio siderale tra città e campagna. Qui sto terribilmente bene e, come spesso mi capita di pensare, credo che nulla in questa vita sia regalato e che tale benessere verrà controbilanciato da diverse sventure. Nelle mie intricate congetture mentali c’è la convinzione che l’estrema pace interiore debba essere necessariamente compensata da un periodo altrettanto negativo. A dire il vero non sono sicuro che questo periodo negativo sia già passato o dovrà ancora arrivare, ma non me ne preoccupo, perchè questo continuo sali-scendi mi fa percepire un certo equilibrio. Il rumore delle automobili è lontano, da qui posso sentire solamente le liti di quartiere e il carburatore di qualche motorino elaborato che scorazza sotto casa. Guardo nuovamente fuori dalla finestra e vedo alcuni pensionati che si prendono cura del loro piccolo appezzamento di orto sociale. Provo uno strano senso di empatia nei loro confronti. Mi sento come loro, io che mi prendo cura quotidianamente del mio progetto, lo curo e lo cresco come se fosse una piccola pianta di pomodoro. Come una piccola pianta di pomodoro ho visto crescere il mio nuovo disco che uscirà in vinile a metà dicembre dal titolo ‘Freedom is O.K.’. Vorrei tanto svelarvi alcuni retroscena, ma lo farò più avanti, magari già nel prossimo post.

Per fare il punto della situazione, cercando di riassumere le mie avventure dell’ultimo mese, potrei iniziare da questo video, che documenta le fasi salienti della data del Grabber Soul di Firenze dove ho suonato live supportato dall’ottimo Millelemmi e da Biga, un grandissimo dj fiorentino. Il video è stato ripreso da alcune videocamere, telefonini e iphone ed editato da Simone Brilarelli, la mente dietro a Fresh yO! label.



Sempre per restare in tema musicale, ho realizzato questo divertente mix per Habitat 008 (in collaborazione con Mixology), evento bolognese del 16 novembre nel quale suonerò insieme a Lando Kal, monolitico produttore di elettronica berlinese. Se avete tempo da perdere cercate di coglierne l’essenza QUI. Basta premere play per star bene.

Per quel che riguarda le produzioni, vi segnalo il remix di ‘La città verrà distrutta domani’ che ho realizzato per gli amici ‘Occhi di Astronauti‘, collettivo musicale di matrice avant / hip hop. Lo trovate qui.



Per chiudere in bellezza, vi segnalo alcuni dei prossimi appuntamenti live in cui sarò coinvolto, cercando di darvi tutte le notizie volta per volta sulla mia nuova pagina facebook dove potete seguirmi agilmente senza dover seguire i miei centellinati post su questo blog.

Venerdì 16 novembre: dj set @ Cassero (Bologna) w/Lando Kal
Sabato 17 novembre: dj set @ Bronson (Ravenna) w/Balthzar
Giovedì 22 novembre: dj set @ Sidro Club (Savignano) w/Prince Rama
Venerdì 23 novembre: dj set @ Night Juice – La Scuderia (Bologna) w/Apes on Tapes, Sybiann
Sabato 24 novembre: live @ Black Sun – Bronson (Ravenna) w/Robot Koch, Digi G’Alessio
Venerdì 30 novembre: dj set @ Clandestino (Faenza)
Venerdì 7 dicembre: dj set @ Bronson w/Calibro 35, Fuzz Orchestra
Sabato 8 dicembre: dj set @ Bronson w/Comaneci
Venerdì 14 dicembre: dj set @ Clandestino (Faenza)
Sabato 15 dicembre: live @ Node – Rnord (Modena)
Giovedì 20 dicembre: dj set @ Arteria (Bologna)
Venerdì 21 dicembre: live @ Fanny & Alexander 20th Birthday Party (Ravenna) w/Fuck Buttons, Dawn Hunger

Spero di vedervi ad almeno una di queste. :-)

Occhi bassi

Sono di rientro da un impegnativo weekend al festival di Internazionale a Ferrara, dove ho suonato sul bellissimo palco del sottomura in occasione della 4GDA, un evento realizzato dai grandissimi ragazzi di Basso Profilo. Già che ho i tasti tra le mani, ne approfitto per ringraziarvi del calore che mi avete dimostrato, eravate davvero un sacco sotto al palco.

Nell’ultimo periodo ho un pò trascurato il blog, me ne rendo conto e chiedo venia, ma tra il mio viaggio riconciliatore nella già fredda Berlino e il mio trasloco, ho avuto davvero pochissimo tempo. Mi sono trasferito a Bologna, dove abito insieme ad un paio di amici. Ho recuperato un pò di cose sparse qua e là dopo il mio tempestivo ritorno dalla Germania e ho rimesso insieme un pò di pezzi. Ora ho intenzione di stabilizzarmi qui a tempo indeterminato, almeno fino a quando i miei coinquilini non si accorgeranno che sono un serial killer di professione e decideranno di soffocarmi nel sonno con un panno catturapolvere. Per il momento vivrò nell’anonimato del musicista che compone musica storta nel suo bellissimo studio con vista mondo.

Ci sono alcune novità di cui vorrei rendervi partecipi.

Inizierei parlandovi del nuovo video di Natürlich, realizzato dall’amico Matteo Montanari in arte Taleo di cui potete approfondire i lavori qui. Il video è un pazzo collage di visual in bianco e nero che ricalcano molto bene il mood e le atmosfere del brano. Buona visione:

Da alcune settimane ormai è uscito su soundcloud il mio nuovo brano ‘Boy Toy’, un beat soulful a cui sono molto affezionato e che ho realizzato in una notte insonne di fine agosto. Spero di farlo uscire a breve su supporto analogico.

Sempre parlando di nuove produzioni vorrei segnalarvi la bellissima compilation ‘Arcadia’ realizzata da Fresh yO! label in collaborazione con PUF! (Pistoia Urban Festival). Dentro, oltre a tantissimi ottimi brani, ci trovate pure la mia ‘Goldstraw’ che vi linko qui sotto:

Nelle prossime settimane suonerò spesso dal vivo, e credo che in sostanza sia il modo migliore per apprezzare la mia musica, che suona così maledettamente piatta sugli speaker dei nostri computer. Per conoscere le date rimanete sintonizzati su questo canale oppure sulla pagina facebook che da pochi giorni ho deciso di aprire.

Mi rendo conto di essere stato piuttosto telegrafico, e di non essere più il ragazzo di un tempo, quello che vi regalava nei suoi post perle di antropologia spicciola e pensieri lucidamente sconclusionati. Nella zona in cui mi sono trasferito, un quartiere popolare pieno di immigrazione e occhi bassi, ho un ottimo campo di indagine per esplorare le diverse ‘definizioni di situazione’, per cui credo che non tarderò molto a scrivere qualche cosa. Magari scriverò sui motorini rubati o sulla vendita di hashish al dettaglio. Il piatto è ghiotto e io incomincio a sfregarmi le mani.

Cose che potete benissimo tralasciare

E’ giunto il momento di mettere in ordine le cose, dopo un’estate che sembra non voler finire. Di seguito cercherò di raccogliere alcune info riguardanti il mio progetto ‘godblesscomputers’ che potete benissimo tralasciare in funzione del fatto che esistono cose più importanti, come l’abbronzatura integrale, la dieta a zone e il best seller ‘Cinquanta sfumature di grigio’. Oppure potete mettervi comodi, aprire un’aranciata con dedica (a-mara) e lasciarvi infastidire da parole e suoni gentilmente offerti dal sottoscritto, un ragazzo sulla ventitrentina con la testa tra le nuvole e le mani in pasta. Se vi siete persi qualcosa, su questo blog troverete gli ultimi due anni della mia vita condensati in post, basta scorrere il cursore. Oppure potete partire da qui, per capire che sono uno che non resta con le mani in mano.

Partirei segnalandovi il video live di ‘The Plan’ realizzato all’Hanabi da Matteo Bevilacqua, un talentuoso videomaker di cui potete approfondire i lavori qui. Il brano è inedito e uscirà nel mio prossimo disco, attualmente in fase di finitura. Dategli un’occhiata.

Aggirandomi sul web ho scoperto che ‘Swanism’, il mio precedente lavoro di cui ho ampiamente parlato nei post precedenti, ha ricevuto ottime recensioni. Ho raccolto un paio di estratti che per puro vezzo e spirito di autocompiacimento vi sottopongo:

‘Si tratta di un mix concentrato e profondo, tra freschissimi beat hip-hop, linee dub, bassi potenti ed increspature varie che rendono il tutto sperimentale e dall’impatto immediato al tempo stesso.’ Musicamista

“Swanism” possiede personalità e creatività e un’anima giocosa e fanciullesca. Le ritmiche di “Natürlich”, tra xilophoni giocattolo, sospiri, claphands e quant’altro sono sensazionali. Videogames stritolati, legnetti-bossa e ritmiche ad incastri impossibili compongono “Jugnor”, altra piccola meraviglia elettronica di “Swanism”
Netmusiclife

‘E’ un’opera che si lascia accogliere con naturalezza, in un tempo d’ascolto in cui può anche accadere che cambino le prospettive dell’ambiente circostante. Un sound indubbiamente convincente e la fluidità della tracklist portano a credere che Nada non abbia davvero lasciato nulla al caso.’ Stordisco

Sempre aggirandomi sul web ho scoperto che il mio ultimo brano pubblicato sul web dal titolo ‘Kampala’ è stato segnalato sulla rubrica ‘I musiconsigli della settimana‘ di Vice. Se non l’avete ancora sentito potete farlo qui.

Sono stato piuttosto telegrafico, ma non penso ci sia bisogno di aggiungere altro. Alla prossima puntata.

Sono uno snob

Apro timidamente gli occhi tra i raggi di luce che mi colpiscono il volto, e a tastoni cerco il telefono sul comodino per vedere l’orario. Con la mano tocco inavvertitamente un piccolo contenitore di plastica contenente qualcosa di morbido e gelatinoso. Che diavolo può essere? Ricordo, è un preservativo, quello che ieri sera mi hanno regalato nello stand dove mi sono sottoposto all’etilometro. Quegli stand gestiti da volontari, persone responsabili che con spirito paternalistico ti chiedono età, peso corporeo e le tue intenzioni sul da farsi. Sono quelli che qualche anno fa intitolavano le loro campagne preventive sulle stragi del sabato sera ‘Il vero sballo è dire NO’. Cari miei, se fosse così facile e gratuito non vedo perchè dovrei spendere tanti soldi tra superalcolici e narcotrafficanti. Ricordo che ero alla festa della birra insieme ad un paio di amici in una località amena nelle campagne tra Faenza e Riolo Terme. Villa Vezzano o qualcosa del genere. Lorenzo svegliati, lavati la faccia e rimetti insieme i pezzi. Ci sono. Siamo entrati ad una festa e ci siamo accorti di essere dannatamente fuori luogo in mezzo a quelle persone. Ci siamo addirittura sentiti migliori in mezzo a quelle persone. Si certo, dietro a questa affermazione c’è uno smisurato snobbismo e presunzione dei quali sono tristemente consapevole, caratteristiche che contraddistinguono da sempre la percezione del mondo delle persone che più mi stanno vicine. La sensazione di non aver nulla da condividere con un gruppo mal assortito di persone ubriache, che condiscono il loro linguaggio, già caratterizzato da un accento eccessivamente autoctono, con parolacce e bestemmie e un approccio sociale che spazia da un ‘uè ciao bomber’ a un ‘uè sfighè ven qua’, è piuttosto evidente. La cosa non cambia quando per ribadire la propria virilità i maschi del luogo, con la brillantina tra i capelli e il petto depilato, si strattonano e prendono a pugni per gioco coi propri amici, cercando sguardi di intesa coi malcapitati passanti. Storie di divertimento e lividi; molto interessante. Gli approcci con le femmine sono una collezione di atroci volgarità che sembrano non intimidire le ragazze presenti, le quali, al contrario, sembrano molto divertite. Che bello vedere così tanti sorrisi, vorrei dirvi che mi piacerebbe fotografarvi nude mentre vi leccate e vi coprite i genitali col cd di Laura Pausini, solo per strapparvi una grande risata. Ma non lo capireste, perchè il mio accento poliglotta e la mia t shirt no logo non mi attribuiscono quella delivery necessaria per questo tipo di approccio. La colonna sonora, una sfortunata miscela delle più disparate cover degli anni 90, è nelle mani di una band, presumibilmente meridionale, che sembra a proprio agio nello spaziare tra classici della polka, al rock, alla dance anni 90. La gente grida, tira su le mani, e sembra divertirsi in un luogo in cui manca lo spazio vitale per muoversi, per respirare e per accarezzare i pochi individui con i quali persepisci una certa affinità elettiva. Respiro aria di sfida, quella tristemente finta e di facciata, per mostrare i muscoli e il testosterone al primo sguardo storto. Ricordo una scena che mi rimase impressa diversi anni fa. Vidi una rissa in cui erano coinvolte due persone. Iniziarono a litigare e ad urlarsi contro, presumibilmente per uno dei soliti motivi, come una ragazza, un bicchiere di troppo o un screzio sull’etica kantiana, e dopo poco arrivarono alle mani dandosi alcuni spintoni. Di fronte al locale, una disgustosa discoteca frequentata aspiranti tronisti, c’erano molte persone, ma nessuna sembrava seguire con interesse la scena, forse impegnate a recuperare l’autografo di qualche concorrente di un reality. I due, vedendo che attorno a loro c’era il più palese disinteresse, fecero finta di nulla, si riabbottonarono la camicia e se ne andarono ognuno per la propria strada. Io guardavo divertito la scena cercando di coglierne il contesto e le dinamiche, ma rimasi piuttosto perplesso che alla fine non successe nulla. Poi capii. Il problema del loro diverbio non era di carattere intrinseco, ma semplicemente contestuale. Era un pretesto per farsi notare e quando videro che attorno a loro nessuno li guardava, lasciarono perdere. La stessa cosa, su un piano diametralmente opposto, avviene nell’ambito del confronto verbale, quando in merito ad una discussione, due persone cercano di prevalere l’una sull’altra puntando l’accento sull’uso forbito di termini, sull’enfasi espositiva e non sulla qualità di ciò che si vuole sostenere. Come insegna la retorica Aristotelica, nel linguaggio prevale la forma alla qualità del concetto vero e proprio. In sostanza è più importante affermare se stessi di quello che si vuole sostenere. Parentesi chiusa. Il problema è che mi sento dannatamente in colpa a sentirmi diverso o addirittura migliore rispetto a centinaia di persone che si trovano a proprio agio in una situazione dalla quale vorrei subito scappare. Quello che penso è di vivere di problemi e sfumature che le altre persone non percepiscono, mi sembra di essere immerso in una piscina di indifferenza, di comportamenti insensati e qualunquismo che colgo nei microrituali sociali. Vorrei uscire da questo meccanismo mentale e smetterla di sentirmi migliore, accettando le differenze come parte della natura umana. Ci provo da mesi, ma lo sforzo è insormontabile. Sono uno snob.

Ciò che Giugno si porta con sè

Giugno si porta con sè diverse novità. Perciò ho deciso di comprimerle, per quanto possibile, su questo breve post.

Inizierei parlandovi del mix che ho realizzato in esclusiva per Mixology, il canale dell’ottimo Andrea Mi, giornalista e dj fiorentino, che raccoglie da diverso tempo interessanti podcast e mix in esclusiva. Si tratta di un mixtape in cui dub, groove downtempo e beats si rincorrono senza sosta per 45 minuti di musica mixata rigorosamente in vinile. Forse risulto ridondante, ma credo che progetti come questo abbiano una discreta importanza per la circolazione e la condivisione di musica nuova. Inoltre una cosa su cui mi piace porre l’attenzione è la modalità con la quale i brani vengono selezionati e proposti. Ho cercato di miscelare con cura suoni di artisti che mi piacciono e l’ho fatto in maniera molto spontanea, ho curato tuttavia la pulizia dei mixaggi e l’alternanza dei flussi sonori. In fondo sono cresciuto sui giradischi e i mixaggi sono una cosa che reputo molto importante. Oggi il web è pieno zeppo di podcast, mixtape e altri progetti del genere in cui si presta attenzione esclusivamente alla scelta dei brani trascurando i mixaggi che rendono fluido l’ascolto e il prodotto omogeneo. Personalmente sono più interessato a come è costruito un mixtape piuttosto che all’ascolto delle singole tracce che potrei comunque reperirmi e ascoltarmi singolarmente. Se la cosa vi interessa potete trovarla qui, mi auguro che possa essere una piacevole scoperta, nonchè colonna sonora per questa torrida estate.

Alcuni giorni fa ho postato sul mio canale Soundcloud un nuovo brano. Si chiama ‘Kampala’ ed è in qualche modo ispirato ai balli tradizionali dell’Uganda. Il pezzo è ricco di registrazioni ambientali, rumori e percussioni realizzate con strumenti che ho reperito attraverso gli anni nei miei innumerevoli viaggi. Il tutto è tenuto insieme da pad avvolgenti e suoni spaziali. Lo trovate qui:

http://soundcloud.com/godblesscomputers/kampala

Un altro mio brano inedito, che uscirà presumibilmente dopo settembre, è stato inserito nell’ultimo podcast radiofonico realizzato da Finest Ego (la più importante piattaforma europea di beatmaking) per Berlin Radio (BLN.FM). Il brano si intitola ‘Rah’ e suona soulful ed elettronico. Il podcast è davvero ricco di tracce potenti, ma piuttosto lungo, perciò se volete sentire il mio pezzo scorrete il player fino al minuto 50. Buon ascolto:

Sto realizzando diversi remix per alcuni artisti tra cui Robot Koch, Beat Inc, Life & Limb di Popolous e dando vita ad un nuovo progetto insieme al mitico Digi G’Alessio sul quale, per ora, non posso svelarvi troppo. Uscirà tutto quanto con la dovuta calma del caso per cui mettetevi comodi.

Credo di avervi annoiato a dovere, per cui ci sentiamo alla prossima puntata.

Swanism. O meglio: quello che non sapete su Swanism.

E’ uscito in free download da qualche giorno per la label fiorentina Fresh yO! il mio ultimo disco ‘Swanism’. Si tratta di un EP che chiude il cerchio aperto dal precedente album ‘The Last Swan’. Da qui l’idea di riprendere l’immaginario estetico del cigno, in questo caso disegnato dall’ottimo illustratore e grafico Jonathan Calugi (Lovers Town). La gestazione dell’album è descritta molto bene dal video teaser di Simone Brillarelli, art director di Fresh yO!, nella quale un ammasso informe di ossa a terra si unisce e si articola creando la struttura del cigno, nell’immaginario comune metafora del ‘bello’. Infondo il disco è nato in questo modo, come una raccolta intelligente ed equilibrata di alcuni beats che ho composto a Berlino tra febbraio e aprile del 2012. Si parte con ‘Natürlich’, un brano a cui sono molto affezionato, in cui xilofoni giocattolo si inseguono senza sosta incalzati da claps sincopati. Poi c’è ‘Jugnor’, una bozza che ho realizzato insieme alla mia ragazza e che ho rifinito poi successivamente con l’aggiunta di alcuni suoni organici. ‘Coconuts’ ha una gestazione strana invece. Avevo ricevuto alcunii files da un’etichetta per un brano da remixare, ma il lavoro non mi convinceva appieno, così ho ritagliato qualche suono, ho stravolto la struttura, ed è venuto fuori ‘Coconuts’. ‘Lazy Conversation’ è un brano dalle atmosfere più cupe a dalle ritmiche che si alternano alle estremità. C’è qualcosa di vagamente poetico, ma nemmeno io resco a coglierla. ‘My Heart is Offbeat’ è un brano che ho composto in una notte di aprile cercando di distogliere l’attenzione dal mio cuore che batteva in maniera stranamente e preoccupantemente irregolare. Ci sono poi i quattro splendidi remix ad alcuni miei precedenti lavori, realizzati da ottimi beatmakers. C’è ‘Once Again’ con Francesca Amati degli Amycanbe, remixata per l’occasione da Max Prod, per il quale vorrei spendere due paroline in più. Max, oltre che un grande amico, è davvero un ottimo produttore, ricco di idee innovative e spunti interessanti. E’ il 50% di Occhi di Astronauti, il nuovo progetto abstract/hip hop realizzato insieme a Polly (ex Delitto Perfetto e Lato Oscuro della Costa) di cui mi auguro che sentirete tanto parlare. Figub Brazlevic è senza dubbio uno dei migliori beatmakers europei, quando suonano le sue batterie tremano i muri e i suoi sample suono ruvidi e dannatamente efficaci. Ha realizzato per me il remix di ‘Metal Bajji’ e ho avuto il piacere di seguire da vicino la realizzazione del lavoro nel suo studio di Berlin Moabit. Se volete approfondire i suoi lavori vi consiglio di iniziare da ‘Oldschool Future‘, una stupenda raccolta di 41 beats uscita da qualche mese su Sichtexot. Si prosegue poi con ‘Topless Bar’ remixata da Johnny Boy della prolifica crew Overknights. Ho conosciuto Johnny a Berlino in occasione del Finest Ego Beatmakers Challenge, al quale si esibiva. Il suo set a suon di Mpc 2000 e SP 404 mi ha letteralmente colpito, perciò ho deciso di proporgli una collaborazione. Tenetelo d’occhio perchè il ragazzo merita. Il disco si chiude con l’immenso remix di ‘Metal Bajji’ realizzato da Mouch. Il ragazzo, nel viaggio della future garage e dei graffiti (i suoi pezzi Teyl sono un specie di culto in Italia) gioca con maestria sulle atmosfere indiane del brano originale, incastrando ritmiche killer e suoni che ti stringono la gola. Seguite il suo canale Soundcloud, è sempre molto aggiornato.

Credo di non dover aggiungere altro se non buon ascolto.

Pigiami, terremoti e altre cose su cui valga la pena riflettere

E’ arrivata l’estate, o qualcosa che la ricorda vagamente. Il cielo ora è sereno, rannuvolato di tanto in tanto da morbide forme che ricordano elefanti non addomesticati. Talmente non addomesticati che nel giro di pochi secondi diventano lucertole, comodini, o lavori a tempo indeterminato. Dipende dal grado di immaginazione e trasporto che utilizzate nell’osservare. Io ad esempio ci vedo solo dei gran complotti nelle nuvole. Mi piace pensare che le forme che vedo non siano casuali, ma il frutto di un disegno predefinito, appoggiato discretamente sopra le nostre teste per decifrarne il messaggio. Mentre scrivo alzo gli occhi al cielo e vedo la testa di un drago, con le fauci spalancate, che insegue una motosega minuscola, una poltrona e qualche piccolo agglomerato informe che mi piace pensare siano figli di qualche politicante corrotto. Non guardo spesso il cielo, ma se lo facessi, con un pizzico di trasporto in più, potrei predire i segni della natura. Potevo predire il terremoto, scagliatosi nella mia regione con tanta inaspettata violenza da farci impallidire tutti. O quasi. Durante la prima scossa ero nel backstage del TPO di Bologna, durante l’Homework festival, che discorrevo con B Kun (Beat Inc) di quanto la scena hip hop italiana sia tristemente chiusa in se stessa. Ad un certo punto sento tremare la terra sotto i piedi e penso che i sub woofer del locale siano davvero fuori controllo. Credo per un attimo di essermi pure esaltato. Realizzo dopo poco che i bassi dell’impianto non centrano e che si tratta senza dubbio di una scossa di terremoto. Guardo le facce incredule dei presenti in un camerino che, a giudicare da quello che si respira, sembra di essere in tournè con Buju Banton. Dopo pochi minuti di insana perplessità squilla il mio telefono, è mia madre preoccupata. ‘Non so dove tu sia, ma qua c’è stato il terremoto, sono molto spaventata’. Piccola, vorrei abbracciarti e dirti che va tutto bene. Infondo come potrebbe andare male, qui c’è buona musica, l’aria è piacevolmente fresca e si respira un clima di sana partecipazione aromatizzata alla ganja. Mi congedo verso le 5.30 del mattino e cammino in direzione della mia auto in una Bologna che, per l’occasione, sembra animata da un evento di quartiere notturno. Molta gente è scesa in strada, vestita con disgustosi pigiami di lino. Rifletto. Perchè tanta trascuratezza nella scelta del pigiama? Infondo anche io, pensandoci bene, ho dei pigiami orrendi. Mi bastano una quarantina di secondi per arrivare alla triste conclusione che non esistano al mondo aziende che producono pigiami dignitosi. E anche se esistessero, lascerei l’incombenza di sceglierli per me a mia madre che da sempre provvede al mio rifornimento personale di articoli di biancheria come mutande, calzettini e pigiami. E credo di non essere il solo. Ho provato spesso ad essere indipendente ed autonomo nella scelta dei pigiami, ma al solo pensiero sento uno stridore di fondo, mi sembra in qualche modo di tradire il mio legame affettivo col nido materno. Ma che cosa diavolo sto dicendo? C’è stato un terremoto cristo, e io sono qui a pensare a come riqualificare esteticamente il concetto di pigiama? Osservo la cittadinanza che si raduna in piccoli gruppi di persone, prevalentemente anziane, che discutono dell’accaduto. Passeggiando sul marciapiede riesco a cogliere di sfuggita alcune preoccupanti affermazioni ed è come se ad un tratto le persone di fianco a me fossero state investite da raffinate nozioni di carattere sismologico. ‘A L’Aquila la scala Richter ha segnato 6,3, qui secondo me eravamo a 4,5 di magnitudo’. Ma dico io, c’hai ottantanni suonati, hai due apparecchi acustici e la dentiera e la tua spiccata sensibiltà ti fa percepire con esattezza i decimali della magnitudo? Ma le cose non cambiano nemmeno al mio rientro a casa. La mia bacheca di Twitter e Facebook è letteralmente invasa da commenti e considerazioni di persone che, con un certo stupore, scopro essere diventate all’occorrenza esperte di sismologia. Le stesse che il giorno prima, in veste di massimi esponenti di criminologia mafiosa, esponevano fantasiose teorie sull’attentato di Brindisi. Quello che mi fa sorridere spesso sono certi punti di vista di alcune persone. Mi riferisco in particolare a quello snobbismo di fondo che implica dogmaticamente prese di posizioni e tesi assolutamente fantasiose ed originalissime in pefetta linea con lo status dei personaggi in questione. Sappiate che in certi ambienti sarebbe più originale non avere un’idea talvolta o averne una assolutamente condivisa. Mi piacciono le bionde maggiorate, abbronzate e con gli occhi azzurri; di questo sto parlando. Avrei molto ancora da scrivere, e vorrei farlo con tutta la cura del caso. Vorrei raccontarvi di Ramona, di un cinquantenne senza incisivi superiori vestito da Laa Laa dei Teletubbies, e della mia nuova bicicletta a scatto fisso ma ve lo lascierò immaginare alzando lo sguardo verso le nuvole.

Swanism (snippet)

E’ disponibile da oggi la preview del mio nuovo ep ‘Swanism’ edito per FreshYo label di Firenze. Si tratta di una breve selezione di brani che comporrano la tela di ‘Swanism’, un disco di cui per ora preferirei non anticiparvi troppo e che completa e chiude il discorso del precedente Ep ‘The last swan‘. Tra gli ospiti d’eccezione figurano il berlinese Figub Brazlevič, Johnny Boy della prolifica scuderia Overknights, il talentuoso writer e produttore Mouch e il geniale Max Producer (Occhi di Astronauti / Groovenauti) che rivisitano alcuni dei brani del mio precedente lavoro ‘The last swan’ che, se ancora non l’avete fatto, vi consiglio di ascoltare. ‘Swanism’ uscirà nel giro di pochi giorni in formato digitale perciò rimanete sintonizzati su questi canali e spargete la voce.

Polvere e remix

Le ultime parole che ho scritto su un foglio sono ridotte ad un cartoccio di carta. Se voglio descrivere qualcosa devo farlo di getto, in maniera spontanea e il più possibile sincera. A Berlino comincia a farsi timidamente largo la primavera, una stagione ibrida caratterizzata da giornate di sole e serate piuttosto incerte. Il mio giradischi suona Inside Movies di Grover Washington Jr. un disco che non conoscevo ma che ho acquistato per un pugno di monete al flea market di Boxhagener platz. La passione per i vinili si sta diffondendo a quanto pare: la mia amica Betty nell’ultimo weekend ha speso mezzo stipendio in polverosi dischi di seconda mano. E come darle dorto, infondo è bellissimo possedere la musica. Vorrei avere un kit di rilevamento di impronte digitali per sapere a chi appartenevano molti dei dischi che ho comprato. Sono avido di storie, di aneddoti legati agli oggetti che possiedo. La cosa che mi ha sempre affascinato dei dischi in vinile è la possibilità di poter toccare nel vero senso della parola la musica. Sapere che esistono storie nascoste tra i solchi di un disco è una cosa tremendamente affascinante. L’unica ragione per cui avere un lavoro discretamente remunerativo secondo il mio personalissimo punto di vista è quella di poter avere i soldi necessari per poter acquistare tanta musica. E invece sento la frustrazione del denaro che sparisce troppo in fretta tra cari affitti e beni di prima necessità.

Ultimamente ho compilato e confezionato in esclusiva un mixtape per Blaluca, l’ottimo blog di Luca Gricinella, giornalista e scrittore freelance per Alias, Il Manifesto, Rumore e altre riviste. Se avete voglia passate per un ascolto. Di seguito c’è anche una breve intervista in cui parlo del perchè e del per come ha preso vita il progetto godblesscomputers. Siccome non sto con le mani in mano, ho in cantiere un nuovo progetto musicale. Si tratta di una raccolta di remix realizzati da una manciata di ottimi beatmakers ad alcuni dei brani del mio ep ‘The last swan‘. Saranno presenti nella raccolta anche alcuni inediti miei. Il tutto uscirà nel giro di poche settimane, e ne scriverò sicuramente più avanti. In questi giorni semi-invernali almeno qui a Berlino ho caricato sul mio soundcloud un nuovo brano dal titolo ‘kisses dealer‘. Per ora potete ascoltarlo in streaming, ma a brevissimo sarà disponibile anche in download. Il brano in questione è stato anche inserito nella playlist pt.8 di Passion junkies.

http://soundcloud.com/godblesscomputers/kisses-dealer

Buona domenica a tutti